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LO SMARTWORKER, IL DISTRATTO E IL BAMBINO: I TRE UOMINI DEL 2022

Reportage moda: Milano e le collezioni uomo. Primavera-estate 2022.


Eh sì, stavolta non è stato affatto facile fingere che nulla sia accaduto. Sì, la pandemia da Covid 19 ci ha stravolto le vite e decretato una sorta di stato di allarme in tutti i noi. Questo è quello che è successo nel mondo in questo 2021 e le reazioni a queste nuove e inattese situazioni sono state, come sempre, raccontate nella moda.

La moda, per chi la sa fare, è un mondo di opportunità. I grandi stilisti sono sempre i primi ad avere un corretto polso della situazione, e certamente molti di loro hanno avuto acutezza di sguardi e visioni straordinarie circa quello che è successo e quello che sarà nella primavera/estate 2022.

Le sfilate uomo a Milano - viste a fine giugno con qualche ritorno alle sfilate dal vivo - ci hanno regalato tante suggestioni, realizzando uno splendido ritratto dell’uomo del futuro. Ogni brand, ovviamente, ha reagito in maniera diversa alle tendenze emerse in questo ultimo anno e dipinto scenari talvolta completamente contraddittori rispetto alle altre simultanee visioni, ma quest’anno le differenze sono state più ampie del solito… fino a decretare la nascita di una personalità maschile del tutto schizofrenica.

L’uomo di questi ultimi anni stava tentando, con inimmaginabile fatica, di ricostruire la sua identità da sempre in crisi e di evolversi, ma questa pandemia non lo ha certamente aiutato, semmai ha rimescolato le carte e creato ancora più confusione.

Come sempre le parole restano parole, ma le immagini non lasciano spazio a fraintendimenti circa la triplice personalità degli uomini che saranno. Ed ecco comparire sulle passerelle tre uomini, le tre personalità: lo smartworker, il distratto e il bambino. Tutti e tre, legati dal gusto per l’immancabile raffinatezza del modo italiano di fare moda, si sono dati appuntamento davanti ai nostri occhi. A voi l’ardua sentenza!


LO SMARTWORKER

A prendersi l’onore di disegnare questa personalità è stato soprattutto Fendi. Il suo uomo – piuttosto un esile e diafano fuscello d’imberbe ragazzo – è uno smartworker ossessionato dalle performance lavorative. Lo smart working – quale nuova modalità di interazione lavorativa – è stato di certo il fenomeno sociale dell’anno e il trend per gli anni che verranno. Ma, al di là di quelli che continuano a immaginarlo zeppo di lodevoli vantaggi, lavorare a casa è diventato per molti il nuovo incubo; un incubo dal quale non si esce.

Specialmente per coloro che vedevano nel vecchio luogo di lavoro la sola possibilità – una volta usciti – di lasciarselo alle spalle, questa nuova modalità di interagire con capi e colleghi ha messo radici nel luogo domestico, generando una visione non certo positiva e densa di complicazioni: lavorare in casa crea più problemi che opportunità. Uno di questi problemi è, sui generis, quello di decidere come vestirsi in occasioni delle videochiamate con superiori e colleghi. La moda parla di questo.

E improvvisamente, ti accorgi che stai trasformando i tuoi spazi di vita in un set televisivo e che quello che conta è solo e soltanto ciò che di te gli altri vedono attraverso la telecamera: un mezzobusto. Poco importa se sotto la giacca e la cravatta tu sia in mutande o in short. Nessuno se ne accorgerebbe.

Ecco, questa è l’idea di fondo di Fendi e Kim Jones (nuovo direttore creativo dopo Lagerfeld), proponendo uomini divisi a metà, o quanto meno “primi piani” televisivi. In alternativa al drastico anteporre formale e informale in uno stesso outfit, gli stilisti ci propongono outfit in cui il formale dell’abito si completa con le ciabatte di casa o con le infradito, oppure eleganti capi usualmente sportivi. Sia chiaro, sono tutte iperboli orientate a far passare il messaggio ed escludo che non siano riusciti.

Il DISTRATTO

La seconda personalità, del tutto in contrasto con la prima, è il distratto: colui che (forse) non si è accorto di nulla o che fa finta che nulla sia successo. Per questo uomo la pandemia è stato un godurioso intervallo di tempo, ma la sua mente non è rimasta affatto ferma. In attesa di riagganciarsi alla presunta nuova “normalità”, egli ha preferito rifugiarsi nei suoi classici di sempre senza una idea precisa sui trend. Il suo look è dunque specchio di questa assenza di una rotta specifica, di staticità… come se fosse rimasto in attesa di capire l’evolversi della situazione.

I capi indossati da questa personalità possono andare in qualsiasi direzione e strizzare l’occhio a qualsivoglia velleità estetica. Ecco allora la compresenza di tutto nel suo guardaroba: colori, forme, volumi, tagli. Nel suo armadio c’è proprio di tutto un po’ ed è tutto pronto per essere indossato. Quel che manca è l’attitudine alla decisione finale… che potrebbe sorprenderci per creatività e stile, o annoiarci mortalmente per la sua eccessiva coerenza con il passato. In passerella ci sono gli uomini di Armani, Brioni e Tod’s e un ambiguo Etro.

IL BAMBINO

La terza personalità presa in considerazione è il bambino: gioiosa figura che non è ignara di ciò che è accaduto, ma ha deciso di reagire con forza e innegabile spirito di ribellione alle situazioni imposte dalla contingenza.

Ciò che risulta premiante nel suo modo di pensare e vivere il post-pandemia è la sua voglia di rompere gli schemi comportamentali che lo vorrebbero tristemente adattato alle tragiche conseguenze del Covid 19. Il bambino, si sa, ha l’argento vivo nelle vene; egli si veste di colori scintillanti, di pietre colorate e delle tante pagine di fumetti letti durante il lockdown. Non c’è traccia in lui di voler rinunciare alla vita e al divertimento… e per certi versi come dargli torto? Non abbiamo forse sofferto abbastanza?

I capitani coraggiosi, gli stilisti che propongono questa miracolosa via di fuga verso la felicità sono essenzialmente Dolce & Gabbana e Moschino che, in vario modo, consentono all’uomo l’opportunità di reinventarsi e di rivisitare la figura del dandy, o ancora di vestirsi come se ogni giorno fosse una notte in discoteca.

LA PALETTE DI COLORI

Per quanto riguarda le tonalità di punta della prossima estate, la voce è una sola: l’arcobaleno. Sì, dalla tavolozza del pittore escono proprio tutte le nuance di colore, e lo fanno sfacciatamente in outfit monocromatici adatti a tutte le occasioni… e allora, buona estate a tutti!


Joe Ferraro