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Davide Velardi


Davide Velardi nasce a Palermo nel 1990; la Sicilia è la sua culla. La sua adolescenza è romagnola, precisamente a Faenza, provincia di Ravenna, dove resterà fino ai 17 anni. Rientrato a Palermo, nutre la passione per la politica e la scrittura che, tutt’oggi, non ha abbandonato. All’età di 24 anni si trasferisce a Roma, città che lui definisce: “la centrifuga di tutte le mie esperienze”.


“Sono un viaggiatore cronico, ma non sono Chronos, ho imparato a essere Kairòs”

Tanti i suoi viaggi, ma il suo preferito è Buenos Aires.


Davide si definisce un amante fuori tempo e fuori luogo: “Dovremmo imparare a fare davvero gli amanti, quelli che scappano dalle finestre perché il tempo è scaduto, altrimenti, dovremmo restare ma senza più davvero gustare” … “e quanto dura una complicità? Se non il tempo di fare l’amore pieno di sudore” “il quanto basta non vale solo per l’arte culinaria, anche un attimo è tutta una vita, ma dev’essere vivo di attenzione e autentico”

È un passionale, anche se lui preferisce passionario, forse perché fa rima con visionario; a questo proposito scrive: “Se non sarai mai un visionario, vivrai solo di un salario in una vita insipida”.

Tra le sue prime passioni, la scrittura e la comunicazione, ma c’è spazio anche per il trekking e le donne. “La montagna e la donna… la prima va salita, la seconda va discesa” “La donna è un meccanismo instabile in cerca d’instabilità; un ingranaggio in cerca di guasto”“Tutte le donne hanno un forellino chiamato RESET. Niente di erotico, un semplice cambiamento sporadico”.

Davide Velardi da questo marzo sta lavorando a un progetto editoriale, un libro centrato sulla donna che ha deciso di chiamare “UNDICI”. Di seguito un piccolo riassunto:



“Anno 2132, le macchine già volano, come numeri infiniti di questo nuovo mondo. Anche io sono infinita ma, dove sono finita?... “ Undici, parla di una donna che racconta di sé in prima persona. Una donna tipica e atipica allo stesso tempo, incastrata suo malgrado, in una ossessiva routine: alle 7:11 la sua prima sveglia e alle 11:00 la sua pausa con sigaretta. Alle 23 in punto, di ogni fottuta sera, si addormenta. La notte, sua intima amica, la trasporterà in undici reconditi posti del mondo. In ognuno di questi posti c’è una donna e, lei, la sostituirà per un giorno. Undici donne; undici posti. Ognuna di queste undici donne ha un peccato da assolvere, un segreto da svelare e curare.

Esistono davvero queste undici donne? Sogni o déjà-vu?

Undici è un tunnel lunghissimo; una miccia che aspetta di essere accesa. Un viaggio spaziale ed evolutivo nelle profonde zone dell’anima e dell’eros femminile. La protagonista scoprirà l’essenza della sua esistenza. Lei è un mare in tempesta e non lo sa. Troverà la sua pioggia?


Un libro in pieno stile cibernetico che è ancora in fase di scrittura o gestazione come preferisce dire Davide: “Questo libro è un vero e proprio parto, concepito il 22 Marzo mentre passeggiavo per la piccola isola di Ortigia, la zona più antica della città di Siracusa; “UNDICI” sarà sganciato direttamente dalla Luna il giorno 11/11 di quest’anno e la prima presentazione (pandemia permettendo) sarà a Buenos Aires. Ho incaricato una mia dolce amica di scrivere la prefazione di questo libro, la Dott.ssa Avv. Veronica Iesu, bella fuori, ma soprattutto dentro”